Lupercali e San Valentino

14 febbraio 2015 at 08:53

Lupercali1In pochi sanno che la tradizione, commerciale più che religiosa, di San Valentino non ha origini cattoliche: ben prima della celebrazione del santo romano infatti, per la precisione nell’antica Roma, nei giorni centrali del mese di febbraio si celebravano dei curiosi e già antichi rituali per propiziare la fertilità: i Lupercali.

 Il nome di queste festività era in onore del Faunus Lupercus, un’antica e selvaggia divinità boschiva successivamente identificata con il Pan Liceo, protettore dei boschi ma anche dei bestiami e dei greggi. A questa leggenda si unisce e si mescola quella di  Juno Februata, ovvero Giunone Purificata: secondo i racconti di Ovidio al tempo di Re Romolo vi fu un lungo periodo di sterilità delle donne romane, che per questo si recarono fino al bosco sacro di Giunone sul colle Esquilino, e qui si prostrarono in supplica.

La Dea promise di ridare fertilità alle donne se queste si fossero fatte penetrare da un caprone sacro. Le paroleLupercali5 dell’oracolo lasciarono inizialmente inorridite le donne, finché un Augure Etrusco interpretò le parole nel giusto senso: i Luperci, sacerdoti del Fauno, dovevano sacrificare un caprone nella grotta presso il Colle Palatino dove Romolo e Remo vennero allevati dalla lupa. Con la pelle del caprone avrebbero poi dovuto ricavare delle cinghie con le quali percuotere le giovani donne, che in questo modo avrebbero ritrovato la fertilità.

 Gioiamo dell’allegria e dell’amore di questa Festa, senza però dimenticare le leggende dalle quali ha avuto origine.