Il Nábrók

1 gennaio 2017 at 20:07

Avviso subito che questo è il primo di una serie di articoli di Magia Oscura, detta anche impropriamente “Magia Nera” nella cultura popolare. Voglio subito chiarire che non è mai stata mia abitudine quella di esprimere giudizi morali sulle pratiche, e l’intento di questo intervento, come di quelli che lo succederanno, è solo quello di divulgare alcuni rituali e alcune pratiche a scopo puramente culturale. I contenuti saranno molto forti, quindi se ritenete che questi argomenti possano offendere la vostra sensibilità o turbarvi in qualche modo, vi consiglio di fermare qui la lettura. Dopo le dovute precisazioni possiamo iniziare a parlare di questo rituale Islandese, risalente al XVII secolo: il Nábrók. L’immagine qui di fianco è dell’unico esemplare tramandato fino a noi, ed è esattamente quello che sembra: un paio di pantaloni realizzati in pelle umana, detti “necropants”. Questa pratica non era una sadica tortura dell’inquisizione, e nemmeno un macabro […]

Psychomanteum

22 dicembre 2015 at 08:00

Reso celebre dal dottor Raymond Moody nel suo best seller La vita oltre la vita, lo Psicomanteo è in realtà uno strumento sacro utilizzato da moltissime differenti culture per il contatto con gli spiriti dei defunti. Ne sono alcuni esempi gli specchi di ossidiana degli Aztechi o quelli di rame degli sciamani siberiani, ma anche i recipienti pieni di acqua delle culture tibetane e africane o la goccia d’olio sull’unghia del pollice dei mistici giapponesi. Le prime testimonianze scritte di questo metodo di contatto con i defunti si trovano in Omero, Erodoto, Platone e Plutarco, che citano nei loro scritti l’Oracolo della Morte dove la gente si recava per avere contatto con i cari estinti. Lo Psicomanteo di Moody è quello più simile alla versione dell’antica Grecia, e consiste in una stanza di circa tre metri per tre, che contiene una poltrona comoda e uno specchio di circa un metro per un […]

La Mano della Gloria

31 maggio 2015 at 19:21

Poco è giunto sino ai giorni nostri di questo potente artefatto negromantico, che si dice essere stato molto diffuso soprattutto nel XVIII secolo. La Mano di Gloria (o Mano della Gloria) è di fatto la mano di un criminale morto per impiccagione, che viene amputata, conciata, disseccata e utilizzata come candelabro. Secondo la Tradizione questo artefatto era molto utilizzato dai ladri, in quanto permetteva di aprire ogni porta e di paralizzare chiunque posasse il suo sguardo sul lume della candela. Date le potenti corrispondenze (la mano, il possesso, la volontà, l’atto) è probabile che potesse essere utilizzata per molte altre pratiche negromantiche, come il dialogo con i defunti ed il dominio degli spiriti. Di seguito la descrizione, tratta dal Piccolo Alberto, di come veniva realizzata la Mano di Gloria: “Prendere la mano destra o sinistra di un criminale appeso ad una forca accanto ad una strada principale. Avvolgerla strettamente con un […]