Popular Tags:

Giordano Bruno

17 febbraio 2016 at 09:40

Io sorgo impavido a solcare con l’ali l’immensità dello spazio, senza che il pregiudizio mi faccia arrestare contro le sfere celesti, la cui esistenza fu erroneamente dedotta da un falso principio, affinché fossimo come rinchiusi in un fittizio carcere ed il tutto fosse costretto entro adamantine muraglie. Giordano Bruno     Il 17 febbraio dell’Anno Volgare Imposto 1600 in Campo De’Fiori a Roma, nudo, legato ad un palo, con la lingua inchiodata al palato, moriva arso vivo Giordano Bruno. Non ci sono parole bastanti per descrivere questo orrore, questa barbarie, questa assurda blasfemia. Con il cuore colmo di dolore per una ferita che dopo oltre quattrocento anni non si è ancora chiusa nel cuore degli Uomini Liberi, aggiungo solamente quelle che la leggenda vuole essere state le ultime parole di questo nostro Fratello: “Tremate più voi nel pronunciare questa sentenza, che io nell’ascoltarla…”

Berchta, la Befana

5 gennaio 2016 at 22:31

“La befana è quel misterioso personaggio che nessuno è riuscito a cristianizzare, sopravvissuto come mito pagano malgrado il tentativo di sostituir la sua festa con quella dei Re Magi (rigorosamente maschi, anche se, anche loro, puzzano un po’ di zolfo: sono alchimisti in odore di magia).” Michela Zucca L’Epifania è un esempio di come alcuni culti precristiani abbiano resistito al spesso subdolo e violento tentativo della Chiesa di estirparli. La Befana infatti è sopravvissuta nei secoli a dispetto di tutti i tentativi di essere sostituita con la festa dei Re Magi, e di quelli di far passare questa Dea Pagana per una brutta, anche se simpatica, strega. Costei è la dea Berchta “la Splendente”, Signora delle Bestie e in qualche modo personificazione invernale della dea Diana. Berchta era solita comparire nel periodo del Solstizio d’Inverno in due orme distinte: a volte una dama bianca come la neve, altre volte un’anziana signora. […]

Psychomanteum

22 dicembre 2015 at 08:00

Reso celebre dal dottor Raymond Moody nel suo best seller La vita oltre la vita, lo Psicomanteo è in realtà uno strumento sacro utilizzato da moltissime differenti culture per il contatto con gli spiriti dei defunti. Ne sono alcuni esempi gli specchi di ossidiana degli Aztechi o quelli di rame degli sciamani siberiani, ma anche i recipienti pieni di acqua delle culture tibetane e africane o la goccia d’olio sull’unghia del pollice dei mistici giapponesi. Le prime testimonianze scritte di questo metodo di contatto con i defunti si trovano in Omero, Erodoto, Platone e Plutarco, che citano nei loro scritti l’Oracolo della Morte dove la gente si recava per avere contatto con i cari estinti. Lo Psicomanteo di Moody è quello più simile alla versione dell’antica Grecia, e consiste in una stanza di circa tre metri per tre, che contiene una poltrona comoda e uno specchio di circa un metro per un […]

Sant’Andrea, gli Strigoi e lo Spirito del Lupo

30 novembre 2015 at 08:04

La Romania è una terra molto particolare, dove il presente cammina fianco a fianco con il passato, e dove tradizioni antichissime vivono perfettamente in simbiosi con la modernità. Questo connubio tra passato e presente si nota anche nella festa, molto sentita, di Sant’Andrei, il discepolo di Cristo che giunse in queste terre intorno all’Anno Volgare Imposto 50. Quello che pochi sanno è che Andrea, in fuga dalle persecuzioni dei Romani, entrò in contatto con i Daci, che accolsero e lo protessero, permettendogli poi di edificare la prima chiesa in territorio rumeno, presso una grotta tuttora esistente. Questi ottimi rapporti tra la cristianità nascente ed i culti precedenti hanno permesso che questi ultimi non venissero repressi ma perpetrati di pari passo al nuovo culto, come nel caso della festa di Sant’Andrea protettore della Romania, che coincide con la più antica festa pagana del Lupo, spirito protettore del popolo dei Daci. In Romania la figura […]

Invictus

20 ottobre 2015 at 16:03

Spesso, in questo periodo dolorosamente oscuro della mia vita, penso al poeta inglese William Ernest Henley. La tubercolosi ossea contratta a 12 anni, i continui ricoveri in ospedale, persino l’amputazione di una gamba non gli impedirono di completare gli studi ne di avviare una carriera di giornalista a Londra. Questa è la sua poesia più famosa: “Invictus”, del 1875 Dal profondo della notte che mi avvolge, Nera come un pozzo da un polo all’altro, Ringrazio qualunque Dio esista Per la mia anima indomabile. Nella feroce morsa delle circostanze Non ho arretrato, né gridato. Sotto i colpi d’ascia della sorte Il mio capo è sanguinante, ma non chino. Oltre questo luogo d’ira e lacrime Incombe il solo Orrore delle ombre Eppure la minaccia degli anni Mi trova e mi troverà senza paura. Non importa quanto stretto sia il passaggio, Quanto piena di castighi la vita, Io sono il padrone del mio destino: […]